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CULTURA E TRADIZIONI
IL PATROCINIO DI S. DOMENICO E LA LIBERAZIONE DI AUGUSTA. IL TRIONFO DEL SANTO CAVALIERE E LA VITTORIA DEL BENE SUL MALE
di Giuseppe Carrabino

La cacciata dei turchi ad opera di San Domenico. Particolare del quadro conservato in chiesa Madre Il 24 maggio Augusta celebra con solennità il patrocinio di S. Domenico. Il rapporto del popolo augustanese con S. Domenico risale sin dall'epoca della fondazione della città ad opera di Federico II di Svevia, epoca in cui, secondo una antica tradizione locale, il beato Reginaldo d'Orleans - di ritorno dalla Terrasanta - vi trovò riparo durante una tempesta. Era stato lo stesso S. Domenico ad invitare il suo compagno a piantare il suo bastone (simbolo del peregrinare) in quei luoghi dove si sarebbe fermato; un segno sovrannaturale avrebbe indicato la possibilità di far nascere un hospitium dell'ordine, preludio ad un futuro convento con annesso luogo di culto.
IL RAPPORTO DI AUGUSTA E SAN DOMENICO
Nel corso dei secoli la tradizione ha annoverato la fondazione del Convento di Augusta come il primo edificato in Sicilia, tuttavia, le fonti storiche sono concordi nel datarlo intorno al 1245 e, quindi, il terzo in ordine cronologico. E' certo, al di là dell'epoca di fondazione, che Augusta venera S. Domenico sin dalla fondazione della città e il 24 maggio, anniversario della traslazione del corpo del santo nel nuovo sepolcro edificato a Bologna, è stato sempre celebrato con particolare solennità. Conferma questo rapporto di filiale devozione il primo storico dell'ordine, frà Costantino da Viterbo che raccolse due testimonianze miracolistiche verificatasi in Augusta nei primi decenni del XIII secolo.
LE INCURSIONI OTTOMANE E LA DISTRUZIONE DELLA CITTA'
L' affermazione del culto con risonanza fuori dei confini locali è legata alle vicende del XVI secolo, all'epoca delle frequenti incursioni ottomane. Già, nel 1453 la caduta di Costantinopoli in mano dei Turchi aveva suscitato in tutta l'Europa enorme impressione ed un'ondata di panico. Come ha osservato lo storico Cipolla: "La minaccia turca fu il fatto che più impressionò gli Europei del XV e del XVI secolo. Tra i libri stampati in Francia tra il 1480 e il 1609 quelli relativi ai Turchi e all'impero turco furono più del doppio di quelli concernenti le Americhe". La conferma del pericolo arrivò ben presto con incursioni sempre più massicce, che sembravano preludere ad una vera e propria conquista militare. La Sicilia venne a trovarsi come avamposto avanzato della cristianità. Anche Augusta visse un lungo periodo di afflizione con continue incursioni seguite da saccheggi, devastazioni, incendi e deportazioni di uomini, donne e bambini. Una delle incursioni più devastanti dovette essere quella del 16 luglio 1551 con la distruzione della città e l'abbandono da parte dei superstiti. In questa circostanza il convento domenicano fu spogliato e perfino le colonne del chiostro furono razziate e destinate alla costruzione del palazzo del sultano.
IL PRODIGIOSO INTERVENTO DI SAN DOMENICO
La tenacia di un vecchio frate predicatore che ebbe in sogno S. Domenico riuscì a ridare fiducia agli abitanti che si prodigarono a ricostruire la città. Tuttavia, l'episodio che doveva suggellare la devozione al S. Patriarca era di là a venire. Il 24 maggio 1594, l'ennesima incursione ottomana fu eccezionalmente respinta dalla apparizione di un frate domenicano su un cavallo bianco e con una spada sguainata(vedi immagine in alto a destra - particolare del quadro conservato in chiesa Madre ). In quel frate, gli stessi comandanti dell'esercito ottomano riconobbero il S. Patriarca effigiato nella sua chiesa, quindi convertitisi al cristianesimo presero l'abito nel convento di Augusta e vi rimasero fino alla morte. A memoria di questo episodio i frati ebbero cura di far dipingere le immagini dei loro compagni e le collocarono all'ingresso del Convento.
IL TRIONFO DEL BENE
Questa narrazione dei fatti e della speciale devozione degli augustanesi per S. Domenico potrebbe essere letta con particolare riferimento ad analoghe vicende che hanno visto affermarsi la vittoria dei cristiani sui mori (vedi la Madonna delle Milizie a Scicli), e in particolare del trionfo del bene sul male. Si tratta dell' antico dualismo bene/male, vita/morte, angeli/demoni e tutto ciò che contrappone una realtà positiva a quella negativa. Il trionfo di S. Domenico rappresenta quindi per gli augustanesi la capacità di riconquistare il bene, la pace, la serenità. S. Domenico come difensore della vita e delle fede del popolo di Augusta.
SAN DOMENICO DIFENSORE DELLA VERITA'
Cos'è, altrimenti, la spada sguainata che solennemente viene condotta in processione la vigilia della festività a ricordo di quei tragici fatti ? Certamente, la chiesa si è premurata di farne un pregevole reliquiario che racchiude un molare del Santo, chiara allusione alla bocca e alla instancabile predicazione di S. Domenico; tuttavia, la spada vuole ricordare quel trionfo, il trionfo sul male e la vittoria che accompagna sempre chi è alla ricerca del bene. Ecco l'attualità del patrocinio di S. Domenico ai giorni nostri. Certo, potrebbe sembrare anacronistico presentare l'immagine del Santo che allontana il pericolo turco in un periodo storico, quale il nostro, dove anche la Turchia si appresta a condividere con la Comunità Europea il proprio destino politico, economico e sociale. Tuttavia, la ricerca del bene e il trionfo della Verità, sono valori sempre attuali e S. Domenico, per Augusta, ne è il difensore.
Giuseppe Carrabino



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