|
|
Le celebrazioni rituali previste per la settimana santa offrono agli augustani significativi interventi di recupero di numerose testimonianze della tradizione locale come il tradizionale "Quarantore" che prevede l'esposizione eucaristica in chiesa madre.Le confraternite rendono visita all'eucaristia . La settimana santa offrirà l'occasione per il recupero dell'abito penitenziale delle confraternite costituito dal sacco, visiera e mantellina variopinta. Sarà la confraternita di Maria SS. Odigitria, dell'antico ceto dei contadini, giardinieri e salinai, ad indossarlo in occasione della processione della domenica delle palme per il turno di adorazione al SS. Sacramento esposto per le tradizionali Quarantore. La mantellina che li identifica è di colore azzurro chiaro, con specifico riferimento al manto della Madonna.
Il recupero dell'abito segna il coronamento di un lungo periodo di studio e riflessione sul ruolo della confraternita nella realtà sociale, culturale ed ecclesiale di Augusta. L'abito, oltre a rappresentare la divisa delle confraternite, aveva un preciso scopo sociale. "La confraternita - come ricorda il governatore della confraternita Antonino Arena - essendo il riferimento sociale per la categoria di appartenenza e dispensatrice di solidarietà e munificenza, diveniva lo strumento concreto della provvidenza di Dio". La ricerca storica ha messo in luce aspetti significativi della tradizione. "Se un confrate non poteva più garantire l'assistenza familiare per anzianità o malattia, era la confraternita e, quindi, la comunità, a farsi carico delle esigenze materiali. L'atto concreto di generosità ed elemosina veniva garantito dai membri della confraternita che operavano a viso coperto senza farsi riconoscere; sicché, il beneficiato non doveva essere riconoscente al singolo ma alla generosità della confraternita. Il cappuccio abbassato non era quindi un elemento di folklore ma l'impegno dei singoli ad essere generosi senza mai doversi aspettare riconoscenze a titolo personale.
Ecco l'importanza dell'abito che, accuratamente studiato e valorizzato, può trasmettere un messaggio concreto anche ai nostri giorni. Non un recupero di vuote tradizioni ma occasione per proporre alle nuove generazioni segni concreti di solidarietà e servizio nei confronti degli ultimi.
La confraternita dell'Odigitria segue l'esempio della confraternita di S. Giuseppe che in occasione della processione del venerdì santo hanno ripristinato l'uso dell'abito penitenziale con la mantellina giallo ocra.
Altra novità degli ultimi anni il sepolcro allestito nella nuova parrocchia di San Giuseppe Innografo al Monte Tauro. Anche questo luogo di culto sarà visitato dalla tromba che la notte del giovedì santo riproporrà la suggestiva melodia a ricordo del dolore della Vergine per il figlio Gesù. La tromba giungerà in contrada Cavaliera intorno alle ventitré.
Ancora il venerdì santo, durante la processione mattutina, la confraternita di San Giuseppe nel visitare i cosiddetti "sepolcri" riproporrà all'interno delle chiese del centro storico l'antico rosario in vernacolo siciliano che le comari recitavano nella notte del giovedì santo.
"Questi concreti segni di recupero fanno ben sperare circa la valorizzazione delle nostre tradizioni che - come riferisce Eugenia Amato assessore alle tradizioni del Comune- sono momenti privilegiati per riscoprire la nostra identità come comunità locale". Giuseppe Carrabino
|