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Ad Augusta con la doppia processione del Cristo morto nella lunga giornata del venerdì Santo, si completa il ricco programma di appuntamenti che caratterizza la Settimana Santa. Ad onor del vero le celebrazioni hanno inizio con i Vespri della festa dell'Addolorata nella settimana precedente, ma nel linguaggio e nei segni della tradizione manca l'epilogo di questa narrazione. Se nella liturgia della Chiesa, nel rituale della notte del Sabato Santo sono presenti tutti i segni della Resurrezione: dal fuoco simbolo dello Spirito Celeste, all'acqua simbolo della purificazione, nella tradizione manca invece il segno del Cristo risorto.
Un tempo, la pasqua di Augusta prevedeva due segni ben distinti: la processione del Cristo risorto e la "calata della tela" strumento di pacificazione dell'intera comunità locale.
La "tela" era un grande dipinto raffigurante la deposizione che sin dal mercoledì delle ceneri copriva l'abside della chiesa Madre. Al gloria del Sabato Santo la tela veniva lasciata cadere dalla trabeazione a cura dei mastri muratori (un tempo aggregati alla corporazione dei Santi Quattro Coronati con sede nella chiesa di S. Sebastiano), quindi veniva raccolta velocemente come una vela dai naviganti della confraternita dell'Annunziata e portata di corsa fino al portone principale della chiesa. Al suono delle campane e con le note della marcia reale eseguita dalla banda musicale, la tela veniva presa in carico dai "vastasi" della confraternita di S. Lorenzo e condotta nella piazza antistante per essere offerta alla visione del popolo. Era quello un momento di gioia collettiva, una occasione di ritrovata serenità e riappacificazione.
La cerimonia della calata della tela fu abolita nel 1928. Nel 1972 ciò che rimaneva di quella preziosa testimonianza fu ritrovata per merito dell'arciprete Monsignor Garsia dietro l'altare maggiore della chiesa Madre. I frammenti ( vedi immagine )furono poi esposti nel transetto in occasione delle festività pasquali e, da qualche lustro, ciò che rimane dovrebbe essere custodito nei locali della Marina Militare.
E' opportuno per la comunità locale recuperare questi segni per poter celebrare la resurrezione con un simbolo unitario che rappresenti nel linguaggio della tradizione la conclusione del messaggio evangelico. Cristo è morto ma è risuscitato dai morti per la salvezza dell'umanità. Giuseppe Carrabino
Epilogo: La cerimonia fu abolita perchè ritenuta troppo chiassosa dall'arcivescovo di Siracusa che - come raccontano le cronache del tempo- proibì lo svolgersi della funzione. La rabbia degli augustani pare fu espressa con un affollato corteo di protesta lungo le vie più popolate. Una folla in tumulto che si accontentò di sfogarsi contro le autorità ecclesiastiche che avevano osato cancellare una antica tradizione. Fu così che la tela scomparve dalla tardizione pasquale. (tratto da "Augusta carissima" di Paolo Liggeri)
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