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14 marzo 2005 -
Nel rispetto di una tradizione consolidata ormai negli anni, le celebrazioni pasquali di Augusta si sono aperte ufficialmente sabato 12 marzo alle ore 19.00 nella chiesa delle Anime Sante con un appuntamento di grande spessore culturale organizzato e promosso dall'associazione Kalòs onlus di Augusta. Mostre, convegni, CD, conferenze e pubblicazioni relative alla tradizione della pasqua augustana testimoniano l'interesse per una realtà che affascina e invita alla riscoperta della identità locale.
"La nostra puntuale presenza nell'ambito della tradizione di Augusta si caratterizza quest'anno per la presentazione in anteprima di un film-documentario realizzato dalla nostra concittadina Lucia Amara sul tema del culto dell'Addolorata in Augusta. "Mater Dolorosa, suoni e vesti per un simulacro" è il titolo di un pregevole lavoro realizzato in collaborazione con Valerie Souffron, antropologa e professore all'Università Tolbiac a Parigi. "Questo documentario - riferisce Lucia Amara - è nato dall'esigenza di studiare e documentare, attraverso la produzione di un video, un rito antichissimo che si svolge ad Augusta, la settimana prima di Pasqua. Ogni anno tre o quattro donne della comunità francescana, durante una cerimonia non aperta al pubblico, fanno indossare alla Vergine il tradizionale vestito nero. Le donne si tramandano questa pratica e sono scelte dal prete o dal gruppo secondo il loro prestigio e la loro notorietà all'interno della comunità". La statua risale probabilmente alla fine del '600 ed è di fattura tipicamente spagnola. Statue come quella dell'Addolorata sono attestate in molte parti d'Europa e nei luoghi dove si è diffusa, in seguito alla colonizzazione, la cultura spagnola, con il nome appunto di Mater Dolorosa. Oltre quello della vestizione nel video viene raccontato il rituale della tromba della notte del giovedì santo. E' il lamento della Madre in cerca del corpo del Figlio, morto: questa è la spiegazione popolare. Questo lamento scandisce, nel corso del documentario, le immagini della vestizione. La realizzazione del documentario è la testimonianza dell'interesse dei nostri concittadini per ciò che attiene alla tradizione. Negli anni scorsi Roy Paci e un gruppo di giovani augustani collaborarono fattivamente per la pubblicazione di un CD di marce funebri che ha riscosso un grande successo. Le stesse marce funebri, colonna sonora peculiare del nostro Venerdì Santo, sono il tema di uno specifico concerto che annualmente la banda musicale cittadina propone con grande partecipazione non solo di addetti ai lavori. Il simulacro dell'Addolorata di Augusta diverrà pertanto il protagonista di un documentario che varcherà i confini locali per approdare ai festival cinematografici di etnoantropologia. "La pratica della vestizione della statua dell'Addolorata - commenta Lucia Amara - si lega indissolubilmente al potere di cui questa immagine è dotata agli occhi della collettività. Non è difficile intravedere in questo sentimento un modo tipico della devozione popolare talmente immediato e chiaro da allontanare qualsiasi interpretazione più complessa dell'evento che potrebbe snaturare quella originaria immediatezza e semplicità. Ciò nonostante, e questo risulta evidente anche e soprattutto attraverso le immagini del documentario, il rito della vestizione e la statua sembrano possedere un senso aggiunto che rende necessaria una riflessione e un'analisi più approfondita dell'evento".
Studiare e valorizzare la tradizione di Augusta è un obiettivo che vede da anni impegnati associazioni e confraternite allo scopo di recuperare e custodire gelosamente un patrimonio di interesse storico e artistico che è espressione della fede e devozione di intere generazioni.
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