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CULTURA E TRADIZIONI
L'ORATORIO DEL ROSARIOdi Giuseppe Carrabino
Una testimonianza di gratitudine dei Cavalieri dell'Ordine di Malta.
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Saranno presto appaltati i lavori per il recupero e consolidamento del complesso conventuale di San Domenico. Si tratta di un intervento auspicato da più parti poiché la duecentesca struttura costituisce il cuore pulsante della tradizione locale. Numerose pagine di storia patria fanno costante riferimento al ruolo del convento e dei frati predicatori nella vita della città. Dalla costruzione dell'edificio avvolta da una tradizione secolare che attribuisce allo stesso San Domenico l'identificazione del sito; l'arrivo del beato Reginaldo d'Orleans e la piantumazione di un bastone che si tramuta misteriosamente in un cipresso verdeggiante; e poi l'arrivo dei turchi e la distruzione del convento, la ricostruzione ad opera di un frate augustanese, il terremoto del 1693 e tante altre pagine che rievocano momenti gioiosi e dolorosi della realtà domenicana di Augusta.
Il dono del Gran Maestro Isle Adam
Rammentiamo il dono di un Oratorio - poi dedicato a Nostra Signora del Rosario - da parte dei Cavalieri di Malta in segno di gratitudine per l'ospitalità ricevuta nel 1529 dalla città di Augusta. Per disposizione del Gran Maestro dell'Ordine Isle Adam, fu edificato un Oratorio all'interno del Convento prima della loro partenza da Augusta per l'isola di Malta. La munificenza dell'ordine melitense fece si che Augusta custodisse una preziosa testimonianza della loro presenza. Dopo la battaglia di Lepanto del 1571 l'Oratorio venne dedicato al culto della Vergine del Rosario con quindici lunette raffiguranti i Misteri del Rosario ed una pregevole pala, sistemata al centro dell'altare, con la Vergine, San Domenico e San Pio V.
Un tentativo di recupero
Nella seconda metà del XIX secolo, a seguito della cosiddetta legge eversiva, i frati furono cacciati dal convento che divenne proprietà demaniale. L'Oratorio fu smantellato e dipinti furono provvisoriamente sistemati in locali annessi all'attigua chiesa del patrono. Negli anni settanta del novecento ciò che rimase del corredo pittorico dell'Oratorio fu trasferito nel museo civico che, purtroppo, non fu mai aperto al pubblico. Di quei dipinti si sono salvate alcune lunette e la pala d'altare che, negli anni scorsi, è stata restaurata dalla Sovrintendenza di Siracusa per interessamento della nostra concittadina Carmela Vella dirigente della Sezione per i Beni storico-artistici. Si tratta - forse - di uno dei più interessanti dipinti custoditi nella nostra città. E' auspicabile che nel contesto dei restauri previsti nella struttura conventuale, possa essere recuperato l'antico Oratorio quale testimonianza storica della gratitudine dei Cavalieri di Malta ospiti della città. Il locale potrebbe ospitare non solo i dipinti opportunamente restaurati ma anche i reperti lapidei rinvenuti durante gli scavi all'interno della chiesa di S. Domenico. Del resto, basterebbe semplicemente riaprire il varco che dalla chiesa immetteva nell'Oratorio per recuperare questo ambiente di un certo rilievo storico per la città e per lo stesso ordine melitense. Giuseppe Carrabino (rcv e pubblicato 24/10/2005)



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