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CULTURA E TRADIZIONI
AD AUGUSTA UNA ICONA DELL'ODIGHITRIA DI SCUOLA CRETESE Visit www.augustaonline.it

Una icona della Madonna dell'odighitria 15 novembre 2005 - Una mostra di disegni raffiguranti l'iconografia mariana ha rappresentato il pretesto per un accurato esame delle numerose immagini venerate nel tempo in Augusta. Dipinti, sculture, simulacri processionali, sono stati riprodotti su cartoncino dalle mani del giovane scenografo augustanese Michele Spinali. La mostra, dal titolo "Imago Mariae, iconografia mariana in Augusta" allestita domenica scorsa all'interno della chiesa delle Anime Sante nell'ambito delle celebrazioni in onore di Nostra Signora della Provvidenza, ha permesso di identificare una pregevole ed antica icona di scuola cretese custodita nella chiesa Madre di Augusta. Si tratta dell'icona raffigurante la Madre di Dio "Odighitria" che significa "colei che indica la via". Con la sinistra la Vergine regge il Bambino e con la destra lo mostra ai fedeli. Gesù Cristo, bambino, indossa himation regale, ha sul volto l'espressione matura di chi è "Eterna Sapienza"; con la destra benedice (tenendo le dita della mano riunite come fanno ancor oggi i sacerdoti ortodossi), con la sinistra regge il rotolo della Legge (che in Lui trova compimento). L'icona custodita in Augusta ricalca la composizione stilistica di numerose altre icone disseminate in ogni parte del modo in chiese cattoliche o ortodosse e in collezioni private, con la differenza che la nostra presenta l'applicazione di due corone in argento e orecchini secondo la tradizione degli ultimi due secoli. La similitudine con altre immagini raffiguranti l'analogo tema dell'Odighitria" - come riferisce suor Maria del monastero russo Uspenskij di Roma - è da riferirsi al pensiero dei teologi e degli storici della chiesa che affidano all'iconografia il compito di rappresentare i dogmi in forma visibile; quindi come i teologi debbono restare fedeli ai dogmi, così i pittori debbono rispettare i canoni tradizionali. Ciò spiega perché le icone sono così simili l'una dall'altra. Dopo la caduta di Costantinopoli avvenuta nel 1453 per l'invasione dei Turchi, l'isola di Creta assunse un ruolo importante nella produzione di icone. L'icona di Augusta presenta caratteristiche stilistiche delle icone cretesi del XV secolo e ripete un celebre modello costantinopolitano. Già in passato l'avvocato Elio Salerno, si è più volte occupato di questa icona mariana ritenendo che si trattasse di una immagine portata in Augusta dalle popolazioni di rito greco supponendo che sia stata originariamente venerata nella chiesa del Salvatore ubicata nella Burgisia di Terravecchia. Oggi, grazie alle ricerche iconografiche di Michele Spinali e agli studi di suor Maria del monastero russo di Roma, possiamo ritenere che la più antica immagine mariana custodita e venerata in Augusta è la Madonna Odigitria, un culto presente in città sin dal XIII secolo. Una nuova pagina si aggiunge nella secolare storia locale, occorre adesso sollecitare un intervento di restauro dell'icona per restituirla al suo primitivo splendore. Giuseppe Carrabino



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