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CULTURA E TRADIZIONI
RITI DI PURIFICAZIONE NELLA FESTA DELL'ASSUNTA
di Giuseppe Carrabino

La vigilia dell'Assunta si rinnova ad Augusta la tradizione della purificazione dello spazio urbano e rurale con l'uso rituale dell'acqua e del fuoco. La secolare consuetudine prevede che al suono delle campane di mezzogiorno il popolo asperga con l'acqua l'uscio di casa associando all'azione rituale la recita di una invocazione in suffragio delle Anime dei defunti "pararisu e arrifriscu all'anima de' murticeddi". L'acqua - apparentemente - avrebbe l'esclusiva finalitÓ di portare refrigerio alle anime dei trapassati durante una delle giornate di asfissiante calura estiva. Tuttavia, occorre ricordare che il rituale si inserisce nella vigilia della festa dell'Assunta, e - come in tutte le vigilie delle ricorrenze liturgiche - nella tradizione di Augusta Ŕ d'uopo purificare gli "spazi" festivi. E' comprensibile - pertanto - come l'azione di aspergere con l'acqua, intende esprimere la volontÓ di riportare la cosa aspersa alla condizione originaria, alla nascita, o rinascita, dalle acque primordiali.
L'uso rituale dell'acqua era associato alla preparazione dei fuochi o pi¨ semplicemente "fal˛" che nel tardo pomeriggio della vigilia avrebbero illuminato le marine e le contrade del territorio. Anche il fuoco Ŕ un elemento importante dei rituali di purificazione; Dio stesso - nella Pentecoste - si manifesta sotto forma di fiamma, quella fiamma che Ŕ simbolo della fede e che Ŕ sempre presente nell'iconografia domenicana. Il cane con la fiaccola - allegoria della fede e della fedeltÓ - Ŕ raffigurato nei numerosi dipinti che ritraggono il nostro patrono S. Domenico. Oggi - purtroppo - sono sempre meno quanti conoscono il significato di questi antichi rituali. L'aspersione con l'acqua si rinnova in maniera sempre pi¨ limitata, mentre abbondano i "fuochi" della vigilia, in molti casi trasferiti nel giorno della festivitÓ, ormai ridotti a momenti effimeri e privi di ogni significazione spirituale.Giuseppe Carrabino



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