Augusta touring-Le tradizioni, la storia, i monumenti, le immagini del territorio.
HomeIndice Augusta Provincia Ricerca argomenti Prenota alberghi Find hotels

CULTURA E TRADIZIONI
CIVITAS MARIAE - MEMORIE DI DEVOZIONI E TRADIZIONI MARIANE
di Giuseppe Carrabino

L'indagine storico-artistica ed etnoantropologica finalizzata allo studio e al censimento delle varie forme di culto e devozione dedicate alla figura di Maria nella città di Augusta, ha permesso in questi anni - a chi scrive - di esaminare molteplici aspetti della devozione e soprattutto della spiritualità mariana del nostro popolo. La ricerca archivistica e le indispensabili fonti orali (oggi in via di esaurimento) hanno messo in luce una varietà di attributi che di fatto inseriscono Augusta nel novero delle Civitas Mariae. Certamente, la realtà augustanesa va inquadrata nel contesto della grande tradizione mariana di Sicilia e dell'area mediterranea in genere, con le numerose e svariate figure speculari della Vergine, ognuna con una sua caratteristica legata a particolari luoghi, miracoli e apparizioni.

Dalla Grande Madre a Maria Madre dell'umanità
Significative appaiono le forme di celebrazione e la loro concomitanza con il periodo in cui maturano le messi (le feste mariane si concentrano nel periodo che va da maggio a settembre), chiaro riferimento del culto della Vergine con quello di Demetra o Cerere, definita anche la Grande Madre, celebrato sin dall'antichità in tutto il Mediterraneo. L'identificazione della figura di Maria con le divinità pagane protettrici del raccolto è testimoniata da alcune devozioni locali quali le celebrazioni in onore di Nostra Signora della Provvidenza o di Maria SS. Odigitria, in occasione delle quali il popolo invocava l'intercessione della Vergine per chiedere la grazia della pioggia, di un buon raccolto e, in particolare, per assicurare il pane quotidiano. Alcune feste, come quella della Madonna del Rosario, fino a qualche decennio addietro, erano anche l'occasione per la vendita di attrezzi legate alla raccolta delle olive. Si deve agli ordini monastici e alla numerose confraternite e corporazioni artigiane il variegato culto in onore della Vergine, invocata, ancora ai nostri giorni, con titoli di incisiva e straordinaria religiosità.

La Madonna nei titoli e attributi della tradizione di Augusta
Volendo citare una dopo l'altra chiese, cappelle, oratori ed altari esistenti o esistiti nel corso dei secoli in Augusta, emerge una corposa elencazione di titoli e attributi mariani non indifferente. Numerose le chiese dedicate alla Vergine: la Madonna Assunta, titolare della Chiesa Madre; il Carmine; la Grazia; l'Annunziata; la Madonna del Soccorso; Maria SS. Adonai a Brucoli primo santuario mariano della Sicilia; numerosi gli Oratori e gli altari mariani: l'Addolorata nella chiesa di S. Francesco di Paola; la Madonna del Rosario nella chiesa di S. Domenico; l'Immacolata nella chiesa delle Grazie; la Madonna della Lettera nella chiesa di San Giuseppe; la Madonna del Suffragio nella chiesa delle Anime Sante; la Madonna di Fatima e del Rosario in Chiesa Madre; la Madonna di Lourdes al S. Cuore; la Stella Maris nell'omonimo Oratorio; la Madonna del Buon Consiglio nella chiesa di S. Lucia. Ricordiamo inoltre le devozioni legate ai luoghi di culto scomparsi: Maria SS. Odigitria patrona dei contadini di Augusta; la Madonna degli Ammalati all' Oliveto e l'altare della Bambina nella stessa chiesetta; la Madonna dei Poveri, degli Angeli e dell'Indulgenza nella chiesa dei Padri Cappuccini demolita nel 1933; la Madonna dei Miracoli, del Pilar, dei Pellegrini, della Pace e dell'Udienza nella Chiesa Madre; la Madonna del Lume nella chiesa rurale di S. Elena; la Madonna della Provvidenza nella chiesa dei carrettieri dedicata a S. Eligio; l'Immacolata venerata nella parrocchia del Castello Svevo e la Madonna di Porto Salvo al Forte Vittoria. Con questi numerosi titoli e attributi gli augustanesi di tutti i tempi hanno invocato la Vergine chiedendoLe la materna intercessione. In particolare, il mese di maggio era l'occasione privilegiata per radunarsi dinanzi a queste immagini mariane per la recita della tradizionale preghiera detta "spirammaggiu", "prima che spiri il maggio nostr'alma Tua sarà" così recita l'antico ritornello che ancora ai nostri giorni viene riproposto nelle nostre chiese.
Analizzando queste antiche memorie locali con la dimensione della fede, si rende sempre più necessario rileggerle alla luce della nostra esperienza di cristiani del terzo millennio affinché si collochi la figura di Maria non solamente come mezzo di materna intercessione ma come Donna dell'accettazione del Mistero Divino. Occorre pertanto riesaminare il nostro vivere il sacro e nel contempo siamo invitati a custodire con rinnovato interesse la memoria affinché non si disperdi quell' immenso patrimonio di fede che si esprime anche con numerose opere di interesse storico-artistico custodite in città e nel territorio. Giuseppe Carrabino



CHIUDI
HTML by Internet Network Solutions